Ricevere una diagnosi di tumore può rappresentare un momento di forte discontinuità nella propria vita. Nelle prime fasi possono emergere paura, incredulità, rabbia, tristezza, difficoltà a concentrarsi o una sensazione di disorientamento. Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo e le emozioni possono cambiare nel corso del tempo.
In questo momento può essere utile procedere gradualmente, cercando di distinguere ciò che richiede una decisione immediata da ciò che può essere affrontato successivamente. Comprendere la diagnosi e il percorso terapeutico proposto, raccogliere le informazioni necessarie e chiarire eventuali dubbi con l’équipe curante sono alcuni dei primi passi possibili.
La malattia può avere ripercussioni anche sulla vita familiare, lavorativa e sociale. Chiedersi di quali informazioni, risorse e forme di aiuto si ha bisogno può contribuire a individuare le proprie priorità: con chi desidero parlare della diagnosi? Quali aspetti della quotidianità potrebbero cambiare? Chi può aiutarmi concretamente? Quali preoccupazioni vorrei condividere con i professionisti che mi seguono?
Non è necessario affrontare tutto contemporaneamente, né esiste un unico modo corretto di vivere questa fase. Alcune persone trovano sostegno nelle proprie relazioni, altre sentono il bisogno di uno spazio professionale nel quale affrontare pensieri, emozioni e cambiamenti legati alla malattia. Quando il disagio emotivo diventa difficile da gestire o semplicemente si desidera un supporto specifico, è possibile rivolgersi a uno psico-oncologo, che può accompagnare la persona nelle diverse fasi del percorso oncologico.