“Se avessi fatto più attenzione?”, “Avrei potuto accorgermene prima?”, “È successo per qualcosa che ho fatto?”. Sono domande che possono comparire dopo una diagnosi oncologica e alimentare la convinzione di avere una responsabilità nella propria malattia.

Cercare una spiegazione a ciò che è accaduto è comprensibile, soprattutto di fronte a un evento che modifica improvvisamente la propria vita. Ma attribuire a se stessi la causa del tumore può trasformarsi in un peso emotivo difficile da sostenere. Le neoplasie sono patologie complesse, legate all’interazione di molteplici fattori, alcuni dei quali non possono essere controllati o modificati.

Rimanere ancorati ai rimpianti e alle scelte del passato può inoltre aumentare la sofferenza e sottrarre energie necessarie per affrontare il presente e il percorso di cura.

Per questo è importante riconoscere il senso di colpa e non lasciarlo senza ascolto. Confrontarsi con uno psiconcologo può aiutare a guardare questi pensieri da una prospettiva diversa, alleggerirne il peso e riportare l’attenzione su ciò che è possibile fare oggi per prendersi cura di sé.